sabato 4 marzo 2017

IL LOCALE SERVIZIO POSTALE PRIMA DELLA "RIVOLUZIONE" INFORMATICA




        

In base ai miei ricordi d’infanzia e facendo anche riferimento alla  memoria di persone più anziane posso affermare che  il servizio postale e di telegrafia per il comune di San Pietro era sempre stato gestito dalla famiglia “ di Frare” (Cesco Frare ) a Mare, solamente per la frazione di Costalta era titolare dell’ agenzia   Bai Žažrin” (Liberale Casanova De Marco) che svolgeva il compito coadiuvato dai figli Attilia e  Duilio.
Oltre a ciò egli era anche Sindaco di San Pietro, il primo dopo la fine della  seconda guerra mondiale.
Gli uffici Poste e Telegrafo  (quest’ ultimo nei primi decenni del Novecento era molto importante per le comunicazioni urgenti ) si trovavano nella casa dei consorti Cesco Frare, fabbricato  situato sulla strada principale in via Piave a Mare.
Questa antica costruzione è tuttora esistente e conserva  molti aspetti caratteristici di allora, anche se nel corso degli anni ha subito degli interventi di ammodernamento e restauro delle strutture.
Nel 1958 l’ufficio postale venne trasferito al di là della strada nel nuovo fabbricato di proprietà di Quirino Cesco Frare in locali più spaziosi e moderni, dove vi rimase fino nell’autunno del 1985 per poi traslocare nelle sede attuale in Piazza Garibaldi.
Ritornando ai primi anni Cinquanta  ricordo che l’ufficio postale era situato al piano terra sulla destra entrando dal portone principale, ovvero nella posizione sud est del fabbricato.
Una volta entrati si sentiva molto spesso il ticchettio del telegrafo che “dialogava” con l’ alfabeto Morse e un forte odore di ceralacca che serviva a sigillare “gli speciali”, ovvero le corrispondenze raccomandate ed assicurate che viaggiavano a parte rispetto alla posta ordinaria.
Nel muro divisorio della stanza dove si trovava il personale impiegatizio e l’ingresso, dove avevano accesso gli utenti, c’era un’ apertura quadrata di circa sessanta centimetri che fungeva da sportello per il pubblico.
In questo spazio c’era l’occorrente per scrivere e firmare: il calamaio con l’ inchiostro nero e una penna con pennino in acciaio come si usava allora,  (le penne biro dovevano ancora arrivare sul mercato).
La famiglia Cesco Frare nel corso degli anni  ha “dato” parecchi impiegati alla Poste italiane; l’ ufficio di Mare all’ epoca del mio racconto era diretto dalla signora Pia coadiuvata dalla nipote Piuta, mentre la signora Gigetta era in servizio a Venezia.
Alla fine della loro carriera tutte hanno avuto un riconoscimento dall’ Amministrazione postale per il servizio prestato con competenza e serietà verso i  cittadini utenti.
Passo ora a descrivere la distribuzione della corrispondenza e dei pacchi che allora arrivavano in Comelico con le corriere delle autolinee Carnia-Cadore, mentre fino a Calalzo viaggiavano su apposito vagone postale delle Ferrovie dello Stato.
Una volta arrivata a Mare la posta dell’ intero comune di San Pietro veniva smistata e quella indirizzata a Costalta ritirata da chi svolgeva il servizio di procaccia; in quegli anni era svolto da mia zia, Tersilia Casanova De Marco, vedova di guerra e meglio conosciuta come la Rossetta.
Dopo aver sistemato tutta la corrispondenza e i pacchi di sua competenza nello zaino ( in dialetto rodsòk) e firmato il verbale di consegna degli speciali, la Rossetta se lo caricava in spalla e a piedi risaliva fino a Costalta, dove una volta arrivata consegnava il tutto al titolare dell’ agenzia postale.
Par quanto riguarda le altre frazioni del Comune erano addetti alla distribuzione  i coniugi  Spirito e Genia  Pontil Scala  ( lui di media altezza e magro, la moglie piccolina e cicciottella ).
Questi, una volta ordinate lettere, cartoline, pacchi e telegrammi per nominativo via e numero civico inserivano il tutto in una grande e assai capiente borsa di cuoio color marrone scuro e partivano a piedi per il recapito a domicilio delle corrispondenze.
Se in alcune giornate c’erano da recapitare delle raccomandate o vaglia postali;  (allora molto usati per le rimesse di denaro tra persone) dovevano portarsi appresso anche  il registro per raccogliere le firma di consegna dei plichi.
A Spirito era  stata assegnata la distribuzione della posta nella borgata di Mare dall’ ufficio in poi verso Campolongo, nella frazione di San Pietro centro e Valle, mentre la moglie Genia distribuiva nel restante paese di Mare, Cima Mare e Presenaio e nella parte di San Pietro che va verso Presenaio.
Al loro pensionamento nei primi anni Sessanta subentrò il figlio Gino.
Naturalmente il servizio di recapito e distribuzione della posta andava effettuato in  qualsiasi stagione e con qualsiasi tempo atmosferico; infatti nei mesi invernali mia zia per scendere più velocemente da Costalta a Mare adoperava lo slittino anche se poi al  ritorno doveva riportarselo in quota.
Termino questo racconto con una doverosa considerazione, nonostante gli scarsi mezzi tecnologici a disposizione in quel tempo, mi sembra  che si possa osservare che il servizio offerto allora non avesse nulla da invidiare a quanto ci viene fornito da Poste italiane  S.p.A. ai nostri giorni.

                                                                                   Gian Antonio Casanova Fuga









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