In base ai miei ricordi d’infanzia
e facendo anche riferimento alla memoria
di persone più anziane posso affermare che il servizio postale e di telegrafia per il comune
di San Pietro era sempre stato gestito dalla famiglia “ di Frare” (Cesco Frare ) a Mare, solamente per la frazione di
Costalta era titolare dell’ agenzia “ Bai Žažrin” (Liberale Casanova De Marco)
che svolgeva il compito coadiuvato dai figli Attilia e Duilio.
Oltre a ciò egli era anche
Sindaco di San Pietro, il primo dopo la fine della seconda guerra mondiale.
Gli uffici Poste e Telegrafo (quest’ ultimo nei primi decenni del Novecento
era molto importante per le comunicazioni urgenti ) si trovavano nella casa dei
consorti Cesco Frare, fabbricato situato
sulla strada principale in via Piave a Mare.
Questa antica costruzione è tuttora
esistente e conserva molti aspetti
caratteristici di allora, anche se nel corso degli anni ha subito degli
interventi di ammodernamento e restauro delle strutture.
Nel 1958 l’ufficio postale venne
trasferito al di là della strada nel nuovo fabbricato di proprietà di Quirino
Cesco Frare in locali più spaziosi e moderni, dove vi rimase fino nell’autunno
del 1985 per poi traslocare nelle sede attuale in Piazza Garibaldi.
Ritornando ai primi anni
Cinquanta ricordo che l’ufficio postale
era situato al piano terra sulla destra entrando dal portone principale, ovvero
nella posizione sud est del fabbricato.
Una volta entrati si sentiva
molto spesso il ticchettio del telegrafo che “dialogava” con l’ alfabeto Morse
e un forte odore di ceralacca che serviva a sigillare “gli speciali”, ovvero le
corrispondenze raccomandate ed assicurate che viaggiavano a parte rispetto alla
posta ordinaria.
Nel muro divisorio della stanza
dove si trovava il personale impiegatizio e l’ingresso, dove avevano accesso
gli utenti, c’era un’ apertura quadrata di circa sessanta centimetri che
fungeva da sportello per il pubblico.
In questo spazio c’era
l’occorrente per scrivere e firmare: il calamaio con l’ inchiostro nero e una
penna con pennino in acciaio come si usava allora, (le penne biro dovevano ancora arrivare sul
mercato).
La famiglia Cesco Frare nel corso
degli anni ha “dato” parecchi impiegati
alla Poste italiane; l’ ufficio di Mare all’ epoca del mio racconto era diretto
dalla signora Pia coadiuvata dalla nipote Piuta, mentre la signora Gigetta era
in servizio a Venezia.
Alla fine della loro carriera
tutte hanno avuto un riconoscimento dall’ Amministrazione postale per il servizio
prestato con competenza e serietà verso i cittadini utenti.
Passo ora a descrivere la
distribuzione della corrispondenza e dei pacchi che allora arrivavano in
Comelico con le corriere delle autolinee Carnia-Cadore, mentre fino a Calalzo
viaggiavano su apposito vagone postale delle Ferrovie dello Stato.
Una volta arrivata a Mare la
posta dell’ intero comune di San Pietro veniva smistata e quella indirizzata a
Costalta ritirata da chi svolgeva il servizio di procaccia; in quegli anni era
svolto da mia zia, Tersilia Casanova De Marco, vedova di guerra e meglio
conosciuta come la Rossetta.
Dopo aver sistemato tutta la
corrispondenza e i pacchi di sua competenza nello zaino ( in dialetto rodsòk) e firmato il verbale di consegna degli
speciali, la Rossetta se lo caricava in spalla e a piedi risaliva
fino a Costalta, dove una volta arrivata consegnava il tutto al titolare dell’
agenzia postale.
Par quanto riguarda le altre
frazioni del Comune erano addetti alla distribuzione i coniugi Spirito e Genia Pontil Scala ( lui di media altezza e magro, la moglie
piccolina e cicciottella ).
Questi, una volta ordinate
lettere, cartoline, pacchi e telegrammi per nominativo via e numero civico
inserivano il tutto in una grande e assai capiente borsa di cuoio color marrone
scuro e partivano a piedi per il recapito a domicilio delle corrispondenze.
Se in alcune giornate c’erano da
recapitare delle raccomandate o vaglia postali;
(allora molto usati per le rimesse di denaro tra persone) dovevano portarsi
appresso anche il registro per
raccogliere le firma di consegna dei plichi.
A Spirito era stata assegnata
la distribuzione della posta nella borgata di Mare dall’ ufficio in poi verso
Campolongo, nella frazione di San Pietro centro e Valle, mentre la moglie Genia distribuiva nel restante paese di
Mare, Cima Mare e Presenaio e nella parte di San Pietro che va verso Presenaio.
Al loro pensionamento nei primi
anni Sessanta subentrò il figlio Gino.
Naturalmente il servizio di
recapito e distribuzione della posta andava effettuato in qualsiasi stagione e con qualsiasi tempo
atmosferico; infatti nei mesi invernali mia zia per scendere più velocemente da
Costalta a Mare adoperava lo slittino anche se poi al ritorno doveva riportarselo in quota.
Termino questo racconto con una
doverosa considerazione, nonostante gli scarsi mezzi tecnologici a disposizione
in quel tempo, mi sembra che si possa osservare
che il servizio offerto allora non avesse nulla da invidiare a quanto ci viene fornito
da Poste italiane S.p.A. ai nostri
giorni.
Gian Antonio Casanova
Fuga
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