martedì 7 marzo 2017

IL CENTRO DI PIEVE ALLA META' DEGLI ANNI SESSANTA



        
                 

 Era il primo di giugno del 1966 quando ho iniziato a lavorare come impiegato avventizio con contratto stagionale ( ora si direbbe a tempo determinato ) presso la filiale della Banca del Friuli in piazza Municipio. A quel tempo l’orario di lavoro era il seguente: dalle 8;30 del mattino fino alle 12;30 e nel pomeriggio dalle ore 15;00 alle ore 19;00 e dato che l’ultimo arrivato doveva curarsi della spedizione della posta, ( verso la sede centrale di Udine e verso la clientela) non si finiva mai prima delle 19;20 /19;30. Essendo sprovvisto di autovettura non potevo fare il pendolare con il Comelico, mia zona di origine, ma dovevo abitare in loco. Pertanto avevo preso alloggio presso la pensione di Dorina Giacobbi in via XX Settembre dove tra l’ altro erano ospitati diversi studenti e /o insegnanti della scuola di ottica proveniente da varie parti d’ Italia, tra questi ricordo il prof. Mattioli di Desenzano sul Garda (BS). Ciò premesso, consentitemi di raccontare oggi, con occhi di un giovane di allora la mia esperienza di quegli anni a Pieve. Per non dilungarmi troppo e annoiare chi legge desidero limitarmi a “ricostruire” l’ attività turistica di allora, dato che l’ argomento è anche oggi molto presente nei dibattiti per rilanciare l’ economia cadorina. Mi ricordo che con il primo giorno di luglio alla sera piazza Tiziano si riempiva di villeggianti ospitati nei numerosi alberghi della cittadina: Belvedere, Milano e Antelao, Al Bosco, Progresso,  Dolomiti, Al Sole, Al Cavallino, Al Leon, Al Pelmo. C’erano poi diversi ristoranti ognuno con una propria specialità da gustare: il Marina in via Salvadei, da Teresa di fronte alla chiesa, Le Maschere gestite da Carlo Zuliani, dove ogni venerdì di poteva assaggiare diverse specialità di pesce. Poi c’ erano i bar: Calvi, Baldessari con pasticceria, la birreria vecchia della famiglia Tabacchi, l’ enoteca di Bianchi Benvenuto, attività tutt’ora presenti anche se con un’ insegna commerciale diversa. Anche allora faceva la parte del leone il caffè Tiziano gestito dalla famiglia Bergamo. Per gli amanti del verde e della tranquillità c’era e c’ è tutt’ora il bar del parco Roccolo con la casetta di babbo natale per la curiosità e felicità dei bambini. Durante la bella stagione in questa località esponeva e vendeva i suoi quadri il pittore Livio Cesco Frare. Era pure in funzione la seggiovia Col Contras con tanto di bar, piscina e terrazza per prendere il sole. C’era il fabbricato ex casinò ( ora CosMo ) con il cinema “Principe”. L’ azienda di soggiorno e turismo era ubicata in piazza Tiziano. I villeggianti che affittavano gli appartamenti nei mesi di luglio e agosto avevano a disposizione due negozi di generi alimentari: Passuello & Genova e l’ Alimentare di Bertagnin oltre alla macelleria Bianchet. Dal lato opposto  della piazza si trovava il negozio di frutta e verdura e la rivendita di giornali e tabacchi di Da Forno Luciano.
In via Roma che da piazza Tiziano conduce a piazza Municipio c’era il lattaio Vecellio Cristoforo meglio conosciuto come “ “Totolo”, persona allegra e sempre pronto alla battuta, c’era la fioreria di Anna De Bernardo una della prime sorte in Cadore.. Al posto del condominio Marmarole di galleria centro c’era un prato verde con tanto di cancello per accedere alla proprietà della famiglia del comm.Guglielmo Tabacchi. In via XX settembre si trovava il rinomato e fornitissimo negozio di casalinghi, ferramenta, articoli da regalo, armeria e molto altro della ditta O.M. Bianchi, di fronte allo slargo adibito a parcheggio e fermata delle corriere non era ancora stato costruito il condominio Edelweiss ma c’era un prato verde con conifere di larice risalendo il quale si arrivava alla pista da bob. L’ ufficio postale si trovava di fronte alla casa di Tiziano nel fabbricato ex De Polo, ora in corso di ristrutturazione e la farmacia era ubicata poco più in giù in via Arsenale 12 dove ora è presente uno studio di commercialista. Questi alcuni “flash” personali retrodatati di cinquanta anni su Pieve di Cadore centro.

                                                      Gian Antonio Casanova Fuga

2 commenti:

  1. Complimenti per il resoconto di quel periodo . C’ero anch’io , allora ragazzo, tra i villeggianti di quei tempi (erano gli anni delle compagnie di ragazzi provenienti dalle più svariate regioni italiane , che si trovavano li tutti gli anni , nello stesso periodo ). Si oziava , il caffè Tiziano era il punto di ritrovo, il Roccolo era il luogo dove si giocava a calcio balilla e si rimorchiavano le ragazze, lo Scrigno era la dicoteca dove si concludeva la serata. Bei tempi, il cui ricordo non svanirà mai !!!

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  2. Che bei ricordi! E quanti schei persi nei jukebox del Tiziano e del bar del Roccolo!

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