Era il primo di giugno del 1966 quando ho
iniziato a lavorare come impiegato avventizio con contratto stagionale ( ora si
direbbe a tempo determinato ) presso la filiale della Banca del Friuli in piazza
Municipio. A quel tempo l’orario di lavoro era il seguente: dalle 8;30 del
mattino fino alle 12;30 e nel pomeriggio dalle ore 15;00 alle ore 19;00 e dato
che l’ultimo arrivato doveva curarsi della spedizione della posta, ( verso la
sede centrale di Udine e verso la clientela) non si finiva mai prima delle
19;20 /19;30. Essendo sprovvisto di autovettura non potevo fare il pendolare
con il Comelico, mia zona di origine, ma dovevo abitare in loco. Pertanto avevo
preso alloggio presso la pensione di Dorina Giacobbi in via XX Settembre dove
tra l’ altro erano ospitati diversi studenti e /o insegnanti della scuola di
ottica proveniente da varie parti d’ Italia, tra questi ricordo il prof. Mattioli
di Desenzano sul Garda (BS). Ciò premesso, consentitemi di raccontare oggi, con
occhi di un giovane di allora la mia esperienza di quegli anni a Pieve. Per non
dilungarmi troppo e annoiare chi legge desidero limitarmi a “ricostruire” l’
attività turistica di allora, dato che l’ argomento è anche oggi molto presente
nei dibattiti per rilanciare l’ economia cadorina. Mi ricordo che con il primo
giorno di luglio alla sera piazza Tiziano si riempiva di villeggianti ospitati
nei numerosi alberghi della cittadina: Belvedere, Milano e Antelao, Al Bosco,
Progresso, Dolomiti, Al Sole, Al
Cavallino, Al Leon, Al Pelmo. C’erano poi diversi ristoranti ognuno con una
propria specialità da gustare: il Marina in via Salvadei, da Teresa di fronte
alla chiesa, Le Maschere gestite da Carlo Zuliani, dove ogni venerdì di poteva
assaggiare diverse specialità di pesce. Poi c’ erano i bar: Calvi, Baldessari
con pasticceria, la birreria vecchia della famiglia Tabacchi, l’ enoteca di
Bianchi Benvenuto, attività tutt’ora presenti anche se con un’ insegna
commerciale diversa. Anche allora faceva la parte del leone il caffè Tiziano
gestito dalla famiglia Bergamo. Per gli amanti del verde e della tranquillità c’era
e c’ è tutt’ora il bar del parco Roccolo con la casetta di babbo natale per la
curiosità e felicità dei bambini. Durante la bella stagione in questa località
esponeva e vendeva i suoi quadri il pittore Livio Cesco Frare. Era pure in
funzione la seggiovia Col Contras con tanto di bar, piscina e terrazza per
prendere il sole. C’era il fabbricato ex casinò ( ora CosMo ) con il cinema “Principe”.
L’ azienda di soggiorno e turismo era ubicata in piazza Tiziano. I villeggianti
che affittavano gli appartamenti nei mesi di luglio e agosto avevano a
disposizione due negozi di generi alimentari: Passuello & Genova e l’
Alimentare di Bertagnin oltre alla macelleria Bianchet. Dal lato opposto della piazza si trovava il negozio di frutta e
verdura e la rivendita di giornali e tabacchi di Da Forno Luciano.
In via Roma che da piazza
Tiziano conduce a piazza Municipio c’era il lattaio Vecellio Cristoforo meglio
conosciuto come “ “Totolo”, persona allegra e sempre pronto alla battuta, c’era
la fioreria di Anna De Bernardo una della prime sorte in Cadore.. Al posto del
condominio Marmarole di galleria centro c’era un prato verde con tanto di
cancello per accedere alla proprietà della famiglia del comm.Guglielmo Tabacchi.
In via XX settembre si trovava il rinomato e fornitissimo negozio di
casalinghi, ferramenta, articoli da regalo, armeria e molto altro della ditta
O.M. Bianchi, di fronte allo slargo adibito a parcheggio e fermata delle
corriere non era ancora stato costruito il condominio Edelweiss ma c’era un
prato verde con conifere di larice risalendo il quale si arrivava alla pista da
bob. L’ ufficio postale si trovava di fronte alla casa di Tiziano nel fabbricato
ex De Polo, ora in corso di ristrutturazione e la farmacia era ubicata poco più
in giù in via Arsenale 12 dove ora è presente uno studio di commercialista. Questi
alcuni “flash” personali retrodatati di cinquanta anni su Pieve di Cadore
centro.
Gian Antonio Casanova Fuga
Complimenti per il resoconto di quel periodo . C’ero anch’io , allora ragazzo, tra i villeggianti di quei tempi (erano gli anni delle compagnie di ragazzi provenienti dalle più svariate regioni italiane , che si trovavano li tutti gli anni , nello stesso periodo ). Si oziava , il caffè Tiziano era il punto di ritrovo, il Roccolo era il luogo dove si giocava a calcio balilla e si rimorchiavano le ragazze, lo Scrigno era la dicoteca dove si concludeva la serata. Bei tempi, il cui ricordo non svanirà mai !!!
RispondiEliminaChe bei ricordi! E quanti schei persi nei jukebox del Tiziano e del bar del Roccolo!
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