Subito
dopo la metà degli anni Cinquanta nella casa di Quirino Cesco Frare a Mare era sorta una scuola di qualifica
professionale per muratori.
L’aula
per la parte teorica del corso si trovava al primo piano, mentre nel piano
seminterrato c’era il laboratorio per le esercitazioni pratiche.
Gli
insegnanti erano: il geom. Gino De Villa
per il disegno tecnico e la tecnologia delle costruzioni, mentre il capomastro
era Guido d Luzio di Valle che sovraintendeva la parte pratica.
I
corsisti provenivano sia dai paesi del nostro Comune che da Campolongo e anche
da Santo Stefano.
Ricordo
degli ottimi lavori in muratura fatti dai numerosi allievi: tipo la costruzione
di un piccolo muro con un arco in mattoni pieni, oppure dei pilastri perfettamente
quadrati ed a “piombo” sulla linea verticale.
Tutte
queste opere realizzate “ in miniatura” e le nozioni sulla tecnica delle
costruzioni edili con la “lettura” del disegno apprese nella scuola di
qualifica professionale, avrebbero poi dovuto essere messe in pratica nei vari
cantieri in ogni parte del mondo.
Infatti,
in quegli anni molti emigrarono in Svizzera ( principalmente nei cantoni di
lingua tedesca) e in Germania dove era
in corso la ricostruzione del Paese dopo la fine della seconda guerra mondiale.
Molti
andarono a lavorare in Lombardia, prevalentemente a Milano dove avevano sede le
grosse imprese italiane del settore: ing. Giuseppe Torno, Umberto Girola, ing.
Lodigiani che in quegli anni costruivano le grandi infrastrutture in Italia e
nel mondo. Ricordo tra gli altri i cantieri dell’aeroporto di Linate, o dell’
autostrada del Sole e la ricostruzione dello stabilimento FIAT di Mirafiori a
Torino danneggiato dai bombardamenti aerei del secondo conflitto mondiale.
Alcuni
si spinsero fino in Africa per la costruzione della diga Kariba sul fiume
Zambesi al confine tra Zambia e Zimbabwe.
Altri
trovarono lavoro nei cantieri di Cortina a seguito dei preparativi per le
Olimpiadi invernali del 1956 o nella Val Boite dove l’ AGIP aveva in costruzione il villaggio “ Corte “ ai piedi
dell’ Antelao.
I più intraprendenti degli ex corsisti, dopo
qualche anno di esperienza alle dipendenze delle grandi imprese di costruzioni,
viste le buone prospettive di lavoro che si erano venute a creare dopo la metà
degli anni Sessanta anche in Comelico, nella vicina Pusteria ed in centro
Cadore, fecero ritorno ai nostri paesi e si misero in proprio costituendo delle
piccole imprese edili che sono tuttora in attività.
Da
questo breve racconto possiamo trarre la considerazione che le scuole per le
qualifiche professionali dei giovani ( di ieri e di oggi ) sono molto
importanti.
Hanno
consentito e consentono oggigiorno, come consentiranno un domani di cercare
lavoro e quindi possibilità di vita dignitosa in ogni parte del mondo.
Concludo
con l’ augurio che anche alle giovani generazioni di oggi, che purtroppo, come
allora sono costrette ad emigrare per trovare un’ occupazione stabile sia data
la possibilità di rientrare nei nostri paesi dopo una esperienza lavorativa
lontano da casa.
Gian Antonio Casanova Fuga
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